Il Pallone d’oro, il dopo-calciopoli e l’etica dello sport

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Come in ogni cerimonia che dovrebbe rimanere segreta (e sottolineo dovrebbe) anche il Pallone d’ora ha già il suo vincitore, Fabio Cannavaro, capitano dell’Italia vincitrice in Germania pochi mesi fa. Questa assegnazione mi fa riflettere e quasi indignare, nonostante sia italiano il destinatario di un riconoscimento tanto prestigioso. Dal punto di vista tecnico credo sia evidente la disparità di prestazioni in carriera tra Buffon (portiere migliore al mondo da almeno cinque o sei anni) e Cannavaro (migliore soltanto al recente mondiale). So già però che molti difensori del capitano azzurro sosterranno che il Pallone d’oro è un riconoscimento all’anno in corso e non alla carriera. Su questo posso essere d’accordo e analizzo dunque l’anno di Cannavaro, inteso in senso ampio ovviamente.

Mi spiego meglio:  il 2006 è stato anche l’anno di Calciopoli, evento che ha tolto fiducia nello sport a molti appassionati, consapevoli di avere assistito ad uno spettacolo teatrale con trama spesso già definita dove gli unici a soffrire sono i tifosi. Sono emerse intercettazioni scottanti, innegabili dai diretti interessati. Qualcuno forse dimentica quella che coinvolgeva Fabio Cannavaro. Colpevole, e lo ripeto: colpevole, di aver finto infortuni e aver preso in giro la società Internazionale, di comune accordo con Moggi, per agevolare un suo trasferimento a minor prezzo in maglia bianconera. Ci sono le prove di questo, un comportamento da persona scorretta e maleducata nei confronti di chi l’aveva lautamente pagato negli anni precedenti. C’è poi un video andato in onda su Striscia la notizia dove il futuro Pallone d’oro si iniettava una sostanza, allora permessa, nel braccio. Non c’è illecito, oggi la sostanza è dopante, ma allora no. D’accordo. Vi sembra però un comportamento eticamente corretto quello di riprendersi sorridendo mentre ci si inietta una sostanza, pur non proibita ? A me sembra un comportamento da bullo, che si vuole mostrare forte, bello, invincibile.

Tutto questo è stato dimenticato, i Mondiali come si temeva hanno avuto un rinfrescante sapore di indulto (ripreso poi con altrettanto scandalo dai politici).

2006: l’anno di Calciopoli da cui si doveva ripartire per ottenere un calcio più limpido

2006: come ogni anno che passa importante per la lotta contro il doping (a prescindere dal divieto o meno, credete che un giovane vedendo il suo idolo alla tv che si inietta qualcosa nel braccio ne possa avere un esempio positivo o negativo ? Rifletteteci)

2006: l’anno del Pallone d’oro a Cannavaro. Chiaro simbolo che il mondo del calcio non ha intenzione di rinnovarsi. Chiaro simbolo che l’etica è ancora un valore lontano e ignorato dai molti. E disgusto nella mancanza di memoria di molti giornali ed opinionisti che non hanno il buon senso di informare la gente.

Complimenti comunque al signor Cannavaro, giusto simbolo di un movimento ormai in declino (e mi piange il cuore a dirlo) che non ha la capacità nè l’interesse di rinnovarsi e riguadagnare un briciolo della credibilità persa.

Marcello

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